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ANTROPOLOGIA DELLA COMPLESSITA' (LAUREA MAGISTRALE)

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ANTROPOLOGY OF COMPLEXITY

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Anno accademico 2013/2014

Codice dell'attività didattica
SCF0343
Docente
Prof. Enrico Comba (Titolare dell'insegnamento)
Corso di studi
Corso di studio magistrale in Antropologia culturale ed etnologia (LM-1)
Anno
2° anno
Tipologia
Affine o integrativo
Crediti/Valenza
6
SSD dell'attività didattica
M-DEA/01 - discipline demoetnoantropologiche
Modalità di erogazione
Tradizionale
Lingua di insegnamento
Italiano
Modalità di frequenza
Facoltativa
Tipologia d'esame
Orale
Modalità d'esame
La verifica sarà effettuata sulle tematiche affrontate durante il corso e discusse nel testo scelto tra quelli in programma.
Prerequisiti
Il corso è aperto a tutti gli studenti interessati ai temi trattati. Tuttavia si richiede una conoscenza di base sulla terminologia e sulle principali teorie e metodi dell'antropologia.
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Sommario del corso

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Obiettivi formativi

Il concetto di “società complesse” implica un riferimento implicito alle società moderne, industrializzate, urbanizzate, e nasconde il sottinteso che, al contrario, vi siano società “semplici”, che si identificano con le società pre-moderne, tradizionali, non-occidentali. Questa distinzione è erede del pensiero evoluzionistico e del paradigma “primitivista” che ha influenzato il sorgere delle discipline antropologiche e il loro sviluppo ancora fino a tutto il Novecento. Gli studi antropologici, d’altra parte, hanno rivelato come questa apparente semplicità e arcaicità fosse il frutto di illusione e pregiudizio, e come tutte le società umane si presentino come sistemi altamente complessi. Questo corso intende quindi porsi l’obiettivo di indagare le diverse forme di complessità sociale e culturale che gli studi antropologici pongono sotto l’attenzione del pensiero contemporaneo, cercando di individuare soprattutto le “altre” varietà di complessità, che spesso si nascondono in quei sistemi sociali e culturali che sono stati considerati a lungo come “primitivi” ed esotici, ma che rivelano le molteplici e multiformi creazioni della cultura umana.

 

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Risultati dell'apprendimento attesi

 


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Modalità di verifica dell'apprendimento

Lo studente dovrà dimostrare di aver acquisito una serie di nozioni, di concetti e di metodi utilizzati dagli autori affrontati, di saper studiare in modo critico i testi scelti e di essere in grado di individuare e di discuterne i risultati, le metodologie e le prospettive teoriche dei singoli autori.


 

 

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Attività di supporto

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Contenuti

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Programma

La parte selvaggia: ordine e disordine nelle culture umane.

 

Il modello dell’universo che accomuna la maggior parte delle culture native americane presenta infatti molteplici caratteristiche che lo avvicinano alle teorie dei sistemi complessi. Si tratta per lo più di un universo costituito da una molteplicità di relazioni, che uniscono tutti gli esseri viventi in una struttura a rete; questa rete di relazioni è sottoposta a continui processi di retroazione (feedback), che determinano la necessità periodica di riequilibrare le relazioni tra il sistema e l’ambiente esterno (ad esempio le relazioni fra uomini e animali); la società umana è concepita come un sistema aperto, in continua interazione e interscambio con l’esterno (scambio di materia, di energia, di “potere”); l’universo è composto più che da oggetti e materia da un continuo flusso dinamico, da un insieme di processi, che producono trasformazioni e ricomposizioni. L’ordine del mondo è continuamente minacciato dal disordine, dalle forze del caos, che ne rappresentano la "parte selvaggia"; viene riconosciuto, però, il ruolo del disordine come possibilità creativa e trasformativa, che consente di esplorare anche i limiti dell’ordine costituito, il precario territorio di confine tra l’ordine e il caos, tra l’umanità e l’animalità, tra il conosciuto e il misterioso, tra il visibile e l’invisibile.

 

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Testi consigliati e bibliografia

 1)  F. REMOTTI – Noi, primitivi. Lo specchio dell'antropologia, Bollati Boringhieri, Torino 2009

Oppure:

F. REMOTTI – Cultura : dalla complessità all’impoverimento, Laterza, Roma-Bari, 2011.

 

      2) Due testi a scelta tra i seguenti:

E. COMBA, Il cerchio della vita: uomini e animali nell’universo simbolico degli Indiani delle Pianure, Il Segnalibro, Torino 2005.

M. DOUGLAS, Purezza e pericolo, Il Mulino, Bologna 2003.

C. LEVI-STRAUSS – Il pensiero selvaggio, Il Saggiatore, Milano 2010.

I.M. LEWIS – Le religioni estatiche, Astrolabio, Roma 1978.

I.M. LEWIS – Possessione, stregoneria, sciamanismo, Liguori, Napoli 1978.

C. STEPANOFF- T. ZARCONE - Lo sciamanismo di Siberia e Asia centrale, L’Ippocampo, Milano 2012.

R. BENEDUCE – Trance e possessione in Africa, Bollati Boringhieri, Torino 2002.

G. LAPASSADE – Dallo sciamano al raver. Saggio sulla transe, Apogeo, Milano 2008.

K. KERÉNYI – Dioniso. Archetipo della vita indistruttibile, Adelphi, Milano 2010.

P. RADIN – K.KERENYI – C.G.JUNG – Il briccone divino, SE, Milano 2012.

L. HYDE - Il briccone fa il mondo. Malizia, mito e arte, Bollati Boringhieri, Torino 2001.

F. BOAS – L’organizzazione e le società segrete degli Indiani Kwakiutl, Roma, CISU 2001.

P. GRIMALDI – Il calendario rituale contadino, Angeli, Milano 2012.

F. BREVINI – L’invenzione della natura selvaggia, Bollati Boringhieri, Torino 2013.

 

 

 

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Note

Gli studenti che seguono un programma da 6 CFU  potranno scegliere un solo testo al punto 2 dell’elenco del programma. 

Altre indicazioni su volumi attinenti il corso potranno essere comunicate nel corso delle lezioni.

Gli studenti potranno inoltre concordare la lettura di testi alternativi con il docente.

 

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Ultimo aggiornamento: 10/06/2014 11:16
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